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O' Vommero con il quartiere Arenella forma la Quinta Municipalita' del Comune di Napoli, la piu' densamente popolata della citta' con i suoi 120.000 abitanti.
Il punto piu' alto del quartiere e' la Certosa di San Martino con un'altitudine di 251 m s.l.m. In epoca greca, la collina vomerese era chiamata Bomos (altura), mentre in epoca romana Paturcium (probabilmente da Patulcius, nome connesso a Giano, il Dio a cui la collina era dedicata diventata nel Medioevo, per corruzione linguistica, Patruscolo o Patruscio. Il toponimo attuale Vomero arriva alla fine del Cinquecento quando veniva riferito non all'intera collina, ma ad un antico casale; trae presumibilmente origine dalla antica vocazione agricola ed al gioco del vomere, un passatempo contadino che sanciva come vincitore chi, con il vomere dell'aratro, avesse tracciato un solco quanto più possibile dritto. Comunque proprio l'attività legata ai campi e la gran messe di verdure coltivate gli valsero per secoli il soprannome di Collina dei broccoli. Fino alla fine del XIX secolo costituiva una periferia pressoche' disabitata e lontana dalla città di Napoli, le sue parti piu' antiche come il rione Antignano, erano nuclei abitativi rurali, villaggi che sin dai tempi dei Romani sorgevano sulla Via Puteolis Neapolim per colles strada che prima dello scavo della galleria di collegamento tra Fuorigrotta e Mergellina costituiva l'unico collegamento via terra tra la zona flegrea e la citta' Intorno al II secolo d.C. la strada fu risistemata e chiamata via Antiniana, da cui il nome al rione. Proprio nell'antico villaggio che oggi e' il rione di Antignano la tradizione vuole sia avvenuto per la prima volta il miracolo di San Gennaro, tra il 413 e il 431. Successivamente, dopo la dominazione Normanna e quella Sveva, con gli Angioini Napoli nel 1266 divenne capitale. Comincio' a sorgere dunque l'esigenza di risalire le pendici della collina vomerese, soprattutto per ragioni strategiche. La zona comincio' dunque a popolarsi soprattutto a partire dalla costruzione del Chiostro Certosino nel 1325 e quasi contemporaneamente gli Angioini sostituirono l'antico torrione di vedetta (d'epoca normanna) vicino al quale sorse il Chiostro, con il Castello di Belforte, nucleo di partenza del Castel Sant'Elmo. L'assetto del restante territorio vomerese rimase tuttavia immutato. Sotto gli Aragonesi e poi sotto gli spagnoli, Napoli ando' incontro ad un vertiginoso aumento demografico, dovuto alla forte immigrazione dalla penisola iberica e dal resto del regno. La necessita' di allargare il territorio cittadino indusse il vicere' Pedro Alvarez de Toledo a dirigere lo sviluppo della città (allora solo pianeggiante) verso le pendici delle colline, rimaste fino a quel momento prive di significativi insediamenti abitativi. Tuttavia, nel 1556 una legge vieto' la costruzione di nuovi edifici intorno a Sant'Elmo e, nel 1583, anche sulle pendici del colle. Mangiare e bere Per chi cerca un ristorante o un bar. Consigli, recensioni
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